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banda ikona

“Si tratta di musicisti e cantanti con così tanto talento, passione e capacità evocativa… è pura magia”.
Ian Anderson – Folk Roots

“Un concept album che vale molto, in una prospettiva di world music intelligente”.
Daniele Berghesio – World Music

“Una fusione particolarmente riuscita… con le belle voci che si alzano e flettono nel canto”.
Stefano Crippa – Alias Il Manifesto

“Un progetto davvero affascinante che ha il respiro delle migliori produzioni internazionali”.
Paolo De Bernardin – Rockstar

Un viaggio affascinante tra i suoni e le culture del Mediterraneo alla ricerca di un linguaggio musicale e lirico che unisca tanti popoli diversi che si affacciano sullo stesso mare. Questa è l’idea che anima la Banda Ikona, una formazione creata da Stefano Saletti (fondatore e anima dei Novalia) che ha riunito insieme alcuni dei più prestigiosi musicisti della world music italiana come Barbara Eramo, Gabriele Coen, Mario Rivera, Carlo Cossu, Giovanni Lo Cascio, Arnaldo Vacca.

Dopo il successo del precedente “Folkpolitik” (dedicato ai canti di libertà), ad aprile 2016 esce il quarto lavoro discografico di Stefano Saletti & Banda Ikona, SOUNDCITYun disco nato per raccontare il suono delle città di frontiera del Mediterraneo. Saletti in questi anni ha viaggiato con la sua musica da Lampedusa a Istanbul, da Tangeri a Lisbona a Jaffa, Sarajevo e Ventotene e in questi luoghi ha registrato suoni, rumori, radio, voci, spazi sonori. Partendo da tutto questo materiale ha composto un affresco sonoro che racconta il difficile dialogo tra la sponda nord e sud, i drammi dei migranti, la ricchezza, le speranze, il dolore che attraversano le “strade” del Mediterraneo, cantato, come sempre, in Sabir, la lingua del mare e del possibile dialogo. Il risultato è un affascinante folk world-mediterraneo, meticciato, una miscela ricca di ritmi e melodie, suggestioni e colori.

Nel precedente lavoro intitolato FOLKPOLITIK, accanto a composizioni originali, erano stati riarrangiati brani di autori del Mediterraneo che avevano raccontato in musica la lotta contro il potere, subendo persecuzioni, arresti, violenze. Folpolitik è stato per tre mesi ai verivi della classifica della World music europea. Nelle sue composizioni originali, il gruppo utilizza il Sabir, la lingua franca che marinai, pirati, pescatori, commercianti, armatori, parlavano nei porti del Mediterraneo: da Genova a Tangeri, da Salonicco a Istanbul, da Marsiglia ad Algeri, da Valencia a Palermo.
Saletti e la Piccola Banda Ikona hanno ripreso questa sorta di esperanto marinaro, formatosi poco a poco con termini presi dallo spagnolo, dall’italiano, dal francese, dall’arabo, e l’hanno fatto rivivere scrivendo intensi brani che attraversano i suoni e le culture del Mediterraneo, e si uniscono alle atmosfere della tradizione popolare del sud e a melodie balcaniche, greche, sefardite.

MAREA CU SAREA, un modo di dire romeno che significa “promettere il mare con il sale”, cioè promettere e non mantenere, è il titolo del Cd del gruppo uscito a gennaio 2008 per Finisterre, cantato in Sabir. 

La formazione nel 2005 ha pubblicato il suo primo Cd che si chiama STARI MOST, come il Ponte Vecchio di Mostar in Bosnia fatto crollare nel ’93, che da sempre rappresentava il simbolo dell’incontro e del passaggio dall’Occidente all’Oriente. Il Ponte venne abbattuto da chi voleva che prevalesse la logica dello scontro interetnico e interreligioso su quella del dialogo e della convivenza pacifica. Sia nella musica che nei testi, il lavoro si snoda come una sorta di concept-album sul tema dell’incontro tra mondi diversi che devono tornare a dialogare insieme, a ogni livello.

La musica della Piccola Banda Ikona è un grande omaggio al Mediterraneo, alle sue contraddizioni, al suo fascino millenario, alle sue tante culture. Scrive Predrag Matvejevic, intellettuale e scrittore croato: “Non esiste una sola cultura mediterranea: ce ne sono molte in seno a un solo Mediterraneo”.

L’attuale line-up comprende  

 

Stefano Saletti (bouzouki, oud, chitarra)
Barbara Eramo (voce)
Mario Rivera (basso acustico, contrabbasso, u-bass)
Giovanni Lo Cascio (batteria, percussioni)

Gabriele Coen (sax soprano, clarinetto, flauto)
Carlo Cossu (violino)
Arnaldo Vacca (tamburi a cornice)